sabato 3 maggio 2014

L'ORIGINALE COME CONCETTO DI INIMITABILE (II)

Appare dunque cosi' difficile porsi come punto di partenza, o come parametro d'inizio l'originale? Un qualcosa che è originale, scansa senza troppi giri di parole qualsiasi presunta imitazione di esso, e rende ogni tentativo (con varianti o meno), un mero "falso". Tornando dunque ai libri antichi, e all'esempio del tomo del 700 che un soggetto intende replicare, credo in fondo, realmente che qualsiasi variazioni pur minima, non vada affatto a giustificare il nocciolo della questione, che quel  libro, cambiato o meno, ritoccato lievemente in alcuni punti, virgole o segni, non potrà essere mai definito Imitazione, per l'ovvio fatto che non è l'originale.Diciamo che potrebbe apparire una specie di metafisicizzazione del caso questo mio parlare attorno all'Originale, ma una metafisicizzazione necessaria, perchè anche se si tratta di materia, la stessa materia da cui prende spunto il soggetto, possiede un livello inestinguibile di originalità, che non può in nessun caso essere raggiunta da nessun  altro oggetto posto accanto al suo predominio sull'originale stesso. Materia nonostante, c'è il concetto che si pone al di sopra di questo e altri numerosi esempi, siano essi libri, monete, banconote, mobili o altro. Il tempo possiede inoltre in questi casi, una prerogativa altrettanto importante, che, insieme al "coevo", forma una barriera indistruttibile che non puo' essere affato valicata. Ma sarebbe anche molto piu' interessante, se potessi elencare alcuni punti o fattori che rientrano in questa trattazione, e che il lettore vorrà potro' elaborare nei prossimi post. Continua.

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