venerdì 2 maggio 2014

L'ORIGINALE COME CONCETTO DI INIMITABILE.

In questo periodo mi sono trovato di fronte a una questione interessantissima relativa alla replicazione di tomi. Saro' breve nell'abbozzare questa storia, nel suo incipit ma sarò lungo nella dettagliata analisi. Si discuteva giorni insieme ad amici, sulla contraffazione o imitazione, relativa ai libri antichi, se praticamente, possono esistere interi volumi "ri-fatti". Il discorso all'improvviso si è spostato sull'imitazione come non contraffazione, e i parametri che questa deve avere per non essere chiamata "contraffazione". Da alcune bocche, o meglio, da certi intelletti, venne fuori la questione della variazione di alcune parole, lettere, o immagini tipografiche, che renderebbero dunque la "contraffazione", solo "imitazione" e non altro, proprio perchè, nella copia ri-fatta, non vi sono tutti gli elementi uguali all'originale. Ma la mia preplessità crebbe sempre piu', non riuscendomi a distaccare dal concetto dell'originale, e quindi vedendo in qualsiasi copia di una determinata edizione, non piu' coeva, una plausibilissima "falsificazione". Facciamo un esempio: poniamo il caso che un soggetto voglia replicare un tomo datato 1700 nei nostri giorni; gia' il fattore temporale renderebbe tale atto un motivo di "falsificazione", anche usando tutto il materiale che renderebbe all'occhio l'impressione di trovarsi di fronte a un tomo del 700. Quindi un certo tipo di carta, di caratteri da stampa, e quant'altro possa essere utilizzato.Bene,arriviamo dunque alla completa riproduzione di un volume del 1700, e avremo l'originale reale e la copia rifatta in giorni odierni, praticamente con un distacco di III secoli e passa. Ripeto, il fattore cronologico già rende tutto questo "contraffazione"..Ma inseriamo nella copia degli elementi discordanti, una parola diversa, un carattere diverso, anche una marca tipografica leggermente cambiata. Tutto questo, potrebbe annullare la contraffazione, e rendere la copia solo imitazione? A questo punto credo, entra in gioco tassativamente il concetto di originale, come non inimitabile. A meno che il soggetto cambi completamente il contenuto dell'opera riprodotta (cosa che pero' davvero non avrebbe senso nel casoquesto soggetto voglia replicare il dato libro), in quel caso oltre che "contraffatto" il volume sarebbe anche "contraffatto male", ma l'imitazione non sussisterebbe comunque lo stesso, per via della chiara diversita' temporale e materica dall'originale....CONTINUA.

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