domenica 4 maggio 2014

LA CONDIZIONE TEMPORALE DELL'ORIGINALE

L'originale, sempre riferendoci alla faccenda delle imitazioni o contraffazioni di testi antichi, possiede una condizione inalienabile che fa riferimento al "tempo". Se il concetto di originale di per se puo' apparire troppo astratto, complesso, fumoso (cosa che imvece dovrebbe essere alquanto chiara, logica, e posta come principio), questa analisi si cura invece dell'aspetto temporale che abbraccia e ingloba il nostro discorso e il nostro oggetto. Ma rechiamoci nuovamente verso l'alta sfera del concetto di originale. Originale è cio' che è primo, cio' che è anzitutto condizione per la quale noi possiamo ben dire senza dubbio; è questo e non altri. Così anche per un libro antico che viene sottoposto alla falsificazione, quindi sdoppiato in due sfere cronologiche diverse, troviamo il presupposto per dire; questo libro non è originale! 'imitazione presunta cade subito, sempre, non riesce ad avere mai la vinta su questo concetto, su questa condizione temporale, perchè non è cio' per cui noi possiamo dire; è questo, e non altri. Qualsiasi altra supposizione a riguardo di una giustificazione imitatoria, credo, non possa essere sviluppata affatto, varianti o meno, quantita' delle modifiche e quanto altro. Il modello da cui si parte è insostituibile, racchiuso nella regalita' del suo essere in un tempo che ne racchiude tutte le proprietà di appartenenza che lo fanno essere per eccellenza e senza ombre, il libro originale. Qui non sto analizzando la situazione di un riconoscimento tra vero e falso, cosa che non interessa alla mia analisi, ma pongo il problema, anzi il quesito, su come sia possibile "sostituire" l'originalita', nonostante la sua egemonia cronologica sulla copia e su come delle variazioni possono eludere il concetto di originale. Qualsiasi testo riprodotto fuori una data epoca, che richiama date ormai remote, e non solo, che si briga di essere una imitazione di quello per cui viene dato alla luce in maniera postuma, non puo' essere che una contraffazione legittima. Ecco perchè ho trovato interessante sviluppare il discorso in due tronconi differenti, ma pur sempre legati; concetto e tempo, per dare meglio l'idea che da un concetto si possa ridiscendere tranquillamente all'oggetto per cui si sta' discutendo o dialogando. La cosa poi appare un po' piu' complessa nel caso un dato libro antico, nella sua storia, e subito dopo i suoi primi vagiti, abbia avuto a che fare con "tentativi di clonazione" in coeva sfera. Poniamo il caso che un tomo datato 1665, qualche anno dopo venga stampato, fuori dai privilegi e dalle concessioni (l'aspetto di queste cose legate diciamo alla legge, non credo possa competermi inquanto non mio campo), e che qualcuno un anno dopo abbia voluto replicare il libro, spacciandolo per originale.Bene, qui abbiamo la stessa condizione temporale?In fondo anche se il soggetto si fosse messo in testa di replicare il tomo due giorni dopo averlo visto e avuto pochissimi giorni dopo la pubblicazione? Si puo' parlare di falsificazione, o di imitazione? Di imitazione, non si puo' parlare affatto, rileggendo le varie analisi sul concetto di originale, l'originale permane, e forse la sua forza aumenta quanto piu' esso sia ristretto nell'arco della sua venuta al mondo. Resta la falsificazione che noi chiameremo "coeva". Questo livello di falsificazione sembra avere una debolezza congenita, proprio per il fatto che siamo molto vicini all'originale, ma solo nel campo cronologico. Piu' si è vicini al tempo della pubblicazione materiale, piu' la falsificazione perde il suo carisma? Anche questo fatto potrebbe essere legato ad un semplice condizionamento psicologico, o logico, visto che siamo praticamente "attaccati" al tempo o alla data che dir si voglia, della messa in materia del libro del 1665. Tutti gli sviluppi siccessivi, portano sempre verso una divisione netta e non riparabile, che non puo' avere attenuanti, portano verso la falsificazione del libro, che sembra acquisire maggiore forza, proprio dalla sua data, dalla sua numerica bussola temporale. Il tempo è fuso nell'origine del libro, e il libro è anche tempo e anche originale manifestazione della sua originalita'legata al suo essere nel tempo.

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