sabato 10 maggio 2014

LA COSTOLA DELLA CULTURA

Quando mi capita di girovagare in mezzo ai volumi sospesi nel tempo, o nei corridoi ovattati dal primo mattino, quasi livido, vellutato, passeggiando tenendo il piede leggero, osservo i nomi dei grandi autori classici, ma non perchè io vada a recargli fastidio, ma perchè un moto involontario, in determinate condizioni, mi porta a fare questo "giro riflessivo". E dunque osservo le stirpi dell'intelletto, ad esempio i Plinii. Il Vecchio e Il Giovane, e rifletto, avendo l'impressione che l'ultimo sia uscito dalla "costola del Vecchio". Una scena Biblica, anzi, un concetto "Biblico", dalla Cultura esce l'uomo, si credo io possa definire proprio così questa catena di processi. Ma voglio chiarire meglio la frase; dalla cultura esce l'Uomo; apprendendo, approfondendo, esercitando la propria mente, dare importanza al proprio sviluppo intellettuale, essere coscienti di "essere intelletto", si diventa "uomini", quel  fattore che tanto ci divide da qualsiasi altra forma di vita. L'esempio di Plinio il Vecchio e il Giovane, calza perfettamente, il passaggio della cultura, il passaggio del testimone l'uscita dallo stato di semplice "vivente" per entrare nella sfera dell'Uomo. La cultura ha una sola costola, una sola strada, una sola genìa: quella stessa che la rende unica, fertile, rigogliosa, e forte. Ma non tutto è propenso ad accoglierla, anzi non tutti, e usando questo pensiero appena sorto, chiudo al momento così: lasciate che la filosofia vaghi liberamente, e sia ancella di tutti. Sarà lei a dimorare nelle anime più degne....

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