Non ha nome, quel che reca il vento dal lontano spazio,
ha solo in se un sentore di fiori, di aria, e di rondini altissime.
Le vedevo anche quando ero minuscolo, solo sulla ringhiera rovente
mentre il deserto era il mondo, e quel piccolo colle erboso, una cascata di smeraldo.
Io non ho mai abbandonato quell'ombra che facevi, ho sempre atteso ogni maggio.
Non ha rumore il tuo venire, solo fremiti nel cuore, come cinguettii continui, come un alveare
che nascosto, produce il più sublime ricordo.
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