lunedì 28 aprile 2014

HODENATUS ALIAS HODENATUS

Trovai tempo fa un fascicoletto rilegato con spago e colla grossolani. Stampato a macchina il primo foglio, riportava questo: HODENATUS HANS FIELD, MUTAZIONI E NON. Quando arrivai alla decima pagina, mi accorsi allora che quel nome, era un uomo alla ricerca del permanente nell'impermamente. Vorrei trascrivere tutto, ma sapete, la memoria inganna troppo, e quel trattatello era come un puzzle, geniale credo, ma sempre un labirinto di pensieri relativi e di relativi punti di vista. Ma in quel pensare così vacillante, carpii che vi era una certezza, l'immutabile nel mutabile, la vera ossessione dell'autore. Bisogna rendere giustizia a certe scintille,e leggendo Hodenatus, ho trovato quel pilastro che regge tutto cio' che prima o poi crolla. La speranza nel motore immobile, ma qui si tratta non piu' di un elemento altissimo, ma dell'Altissimo in assoluto. Ad esempio in una pagina ricordo che vi era scritto: "In tutto questo non essere in fondo, qualcosa permane sempre, che sia io o un altro, che sia una pietra o un animale, quello che passa ha un qualcosa che lo supplisce e lo replica, ma che non lo rende del tutto replicante". Trovai alla fine un filo ben netto e visibile, la voglia e la certezza di "restare", pur andando via...Tornero' da Hodenatus, e vi accompagnero' volentieri. Buona notte transitoria.

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